Ospiti

Ico Migliore, architetto e tre volte Premio Compasso d’Oro, è professore al Politecnico di Milano, Chair Professor alla Dongseo University (Busan) e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Franco Albini. Co-founder di Migliore+Servetto, lavora sul rapporto tra spazio e segno su diverse scale: dall’allestimento urbano per Torino 2006 - con Mara Servetto e Italo Lupi - ai progetti in corso, tra cui la grafica ambientale e wayfinding per Palazzo Reale a Milano e l’allestimento urbano per Pordenone Capitale della Cultura 2027.

ARCHIGRAFIA URBANA

23.10

Talk a cura di Migliore+Servetto
10:30 ADI Design Museum Segni, sensi e identità condivisa L’archigrafia urbana, intesa come insieme di segni di funzione, identità e appartenenza, è un sistema visivo da abitare, che indica le destinazioni d’arrivo e narra cosa troverà il viaggiatore nel suo percorso e perché. Elemento cardine dell’identità urbana, definisce un linguaggio inclusivo e dinamico, capace di guidare e, al contempo, generare un senso di comunità. L’intervento apre una riflessione sul ruolo fondamentale della grafica ambientale nel plasmare l’identità di un quartiere, comportandosi come una sorta di tatuaggio urbano in divenire. Che cos’è un quartiere? Un confine invisibile o un intreccio di storie? Dove inizia, dove si dissolve, e fino a che punto ci appartiene? Come l’essere umano, l’archigrafia urbana fonde l’incrocio kantiano tra intelletto e ragione - dove il primo genera conoscenza, mentre il secondo significato - a cui si affianca la passione, leva fondamentale per nutrire il senso di appartenenza.

PORTOLANI

dal 22.10 al 24.10

Mostra a cura di Migliore+Servetto
22.10 e 23.10 • 10:00–19:00 24.10 • 10:00–13:00 Migliore+Servetto, viale Col di Lana 8 6 progetti di archigrafia urbana di Migliore+Servetto Migliore+Servetto apre le porte del proprio studio con una mostra dedicata all’archigrafia urbana, attraverso sei progetti che raccontano una ricerca sul segno grafico come materia spaziale, ambientale e relazionale. Oltre la funzione di orientamento, il linguaggio visivo si fa architettura di segni: entra nello spazio, ne interpreta il carattere e contribuisce a costruirne l’identità. L’archigrafia diventa così un dispositivo vivo, capace di accompagnare l’esperienza dei luoghi e trasformare la percezione della città.