Ospiti

Carlo Vinti, professore associato alla Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino, si occupa di storia della grafica e del design. Ha svolto diverse ricerche sulla comunicazione delle imprese italiane, collaborando, tra gli altri, con ISEC, Fondazione Pirelli e Gruppo Campari. È stato membro del comitato di direzione della rivista “AIS/Design: Storia e Ricerche” e co-curatore della V edizione del Triennale Design Museum, Grafica Italiana, e del relativo catalogo (Corraini, 2012). Tra le sue pubblicazioni recenti: Campo Grafico (Tipoteca 2019), L’Italia e l’Alliance Graphique Internationale (Corraini, 2022) e La questione moderna in Europa, 1923-1948 (Lazy Dog, 2023. con A. Colizzi e S. Sfligiotti).

ALFABETI MODERNISTI

24.10

Talk con Carlo Vinti, Luca Lattuga
14:30 ADI Design Museum Cosa significa oggi confrontarsi con l’antico mestiere della stampa tipografica a caratteri mobili? Il primo ostacolo è costruire un laboratorio. A meno di non essere figli d’arte, recuperare strumenti, materiali e caratteri legati a una tecnica ormai quasi scomparsa richiede competenze che vanno ben oltre le arti grafiche: diventare progettisti, tipografi compositori, ricercatori, mercanti di materiali dismessi, traslocatori e, talvolta, persino meccanici. In quindici anni di ricerca e di avventure, inseguendo materiali provenienti da vecchie tipografie in dismissione in ogni angolo d’Italia, ho costruito un archivio importante. La straordinaria varietà di alfabeti ritrovati — molti dei quali privi di nome, autore o documentazione — ha aperto una domanda: quanto sappiamo davvero della cultura tipografica italiana del Novecento? Alfabeti Modernisti Italiani, un progetto di ricerca dedicato alla produzione di caratteri mobili tra gli anni Trenta e Quaranta è la mia risposta ad una intuizione nata dalla mia indagine sul campo. Una ricerca per ricostruire il contesto storico, estetico e manifatturiero, censendo la produzione di alfabeti originali italiana, mettendola in relazione con il panorama internazionale e, al tempo stesso, approfondendone le specificità territoriali. Quello che emerge è un patrimonio molto più complesso, ricco e variegato di quanto finora conosciuto.